Crisi idrica
Quasi 3 miliardi di persone e più della metà della produzione alimentare mondiale si trovano oggi in aree in cui si prevede una netta diminuzione delle riserve idriche totali. Secondo la Commissione mondiale sull’economia dell’acqua questa situazione, di emergenza idrica già di per sé drammatica, è aggravata da pratiche dannose di utilizzo del suolo, da una pessima gestione delle risorse idriche e dall’accelerazione degli impatti del cambiamento climatico, tutti fattori che stanno esercitando una forte pressione sul ciclo globale dell’acqua.
Consumo di acqua nel mondo
Come ben sappiamo la percentuale di acqua dolce utilizzabile per attività umane è molto bassa: circa l’1% della quantità totale presente sul nostro pianeta. Del poco che resta invece, oltre il 90% è impiegato in agricoltura. Il fabbisogno minimo di un essere umano per assicurarsi la sopravvivenza è di circa 4,5 litri d’acqua ogni 24 ore, assunti sia in forma liquida, sia attraverso i cibi. Tuttavia, per le attività quotidiane, come l’igiene personale e il lavaggio degli indumenti, si arriva anche ai 50 litri!
Questi dati, però, variano enormemente a livello mondiale: in alcune zone, come gli stati europei ed il Nord America, una famiglia può permettersi di consumare dai 150 ai 350 litri giornalieri, mentre in altre, generalmente più povere e secche, non si superano i 20 litri.
Sono dati preoccupanti, perché al di sotto dei 50 litri di acqua quotidiani, si può già parlare di sofferenza idrica, e ciò interessa ad oggi il 41% della popolazione mondiale.
Questa scarsità idrica influisce anche sulle condizioni igieniche: mentre i territori ricchi ed urbanizzati hanno grandi disponibilità d’acqua e possono permettersi anche qualche inutile spreco, nel resto del mondo più di un miliardo di persone è costretto a consumare acqua non potabile, condizione che porta a contrarre patologie gravi e spesso mortali, e a vivere in città e villaggi sprovvisti di un sistema fognario, in cui gli elementi patogeni possono proliferare aumentando la possibilità di contagio.
Le risorse idriche nel mondo
Le risorse idriche del mondo ( dette anche idrosfera) sono l’insieme di tutte le possibili fonti di acqua sul pianeta Terra. Non è un segreto che qualsiasi sfera dell'attività vitale richieda componenti dell'acqua. Le statistiche mostrano che il volume dell'idrosfera è piuttosto grande (1,3 miliardi di km.) ma questa cifra non riflette la sufficienza dell'acqua nel mondo, visto che ciò che conta è l'acqua potabile fresca, e la sua quantità varia dal 2 al 2,6%. Le risorse idriche del mondo comprendono blocchi di ghiaccio dell'Antartide e dell'Artico, laghi naturali e fiumi di montagna. Tuttavia, per ottenere l'accesso completo a queste fonti, purtroppo, è impossibile. Al momento, solo pochi paesi al mondo sono sufficientemente riforniti di acqua e, secondo dati statistici, circa 89 paesi in generale soffrono di deficit idrico, rischiando di rimanere spesso senza acqua. Ogni anno aumenta la necessità di acqua, è ciò è proporzionalmente correlato alla crescita della popolazione e allo sviluppo economico. Molti Stati stanno tentando di introdurre nuovi metodi per ottenere acqua, come la sua purificazione o l'arricchimento con minerali. Purtroppo l'acqua si accumula molto lentamente e quindi la possiamo classificare all’interno delle risorse non recuperabili.
Come risolvere il problema della mancanza di acqua
Per trasformare radicalmente l’uso e l’approvvigionamento di acqua e vincere anche le sfide della siccità in tante parti del mondo, è necessario concentrarsi su alcune aree di intervento, per affrontare attraverso una risposta coordinata le sfide più importanti e interconnesse della crisi idrica globale:
1. Proteggere e ripristinare gli spazi naturali
Gli ecosistemi che forniscono acqua dolce all’umanità stanno scomparendo a un ritmo allarmante. Le zone umide, le torbiere, i bacini forestali, i laghi, i fiumi e le falde acquifere sono vittime dei cambiamenti climatici, dello sfruttamento eccessivo e dell’inquinamento. Ciò sta compromettendo la loro capacità di fornire acqua alle comunità. Questi spazi naturali devono essere urgentemente protetti e quelli che sono stati degradati devono essere ripristinati su larga scala.
2. Usare l’acqua in modo più efficiente, soprattutto per l’agricoltura
L’agricoltura è responsabile di circa il 70% di tutta l’acqua dolce utilizzata a livello globale. L’adozione di metodi di produzione alimentare a risparmio idrico può aiutare le riserve idriche ad allungarsi ulteriormente.
3. Affrontare le perdite d’acqua
Essere efficienti significa anche ridurre la quantità di acqua persa a causa delle perdite delle infrastrutture comunali e delle tubature degli edifici. Solo negli Stati Uniti d’America, le perdite domestiche sprecano quasi 1.000 miliardi di galloni d’acqua all’anno.
4. Sfruttare fonti d’acqua alternative
Cioè sfruttare le risorse idriche sottovalutate, ad esempio trattando e riutilizzando le acque reflue. I Paesi e le comunità possono anche implementare la raccolta dell’acqua piovana, che consiste nel raccogliere e immagazzinare l’acqua da utilizzare nei periodi di siccità. Anche la desalinizzazione dell’acqua salata è un’opzione in alcuni luoghi, se realizzata in modo sostenibile.
5. Tracciare la qualità dell’acqua
Spesso l’acqua è abbondante ma troppo inquinata per essere utile per bere, produrre o ricreare. Misurare la qualità dell’acqua può aiutare i politici a dare priorità alle azioni per ripulire le fonti idriche.
6. Applicare approcci integrati nel processo decisionale
I Paesi devono sviluppare piani d’azione che affrontino l’uso e l’inquinamento dell’acqua in più settori, affrontando quello che gli esperti chiamano il nesso acqua-energia-cibo-ecosistemi. Questo approccio può aiutare i Paesi ad adottare risposte coerenti alle sfide legate all’acqua.
Situazione attuale in Italia
L’Italia è il paese europeo che detiene il primato per il consumo di acqua potabile: si parte da circa 150 L/giorno per arrivare addirittura a 240 L/giorno per persona, anche se ovviamente queste cifre variano in base al periodo dell’anno, alla regione di appartenenza, alle condizioni climatiche e alle abitudini di ciascun individuo. Per quanto riguarda il consumo personale, in Italia viene sostanzialmente utilizzata preferibilmente l’acqua in bottiglia, questo sia per i continui controlli di qualità, il residuo fisso basso e il sapore piacevole, che la rende adatta per il consumo durante i pasti e per la preparazione di bevande calde e fredde.
Potenzialmente l’Italia è un paese molto ricco di acqua. Ogni anno, infatti, le precipitazioni raggiungono un volume di circa 300 miliardi di metri cubi, uno tra i più elevati in Europa e nel mondo.
Tuttavia la disponibilità effettiva di risorse idriche, ovvero quelle effettivamente utilizzabili, è molto più bassa: secondo alcune stime questa cifra si aggira solo intorno ai 58 miliardi di metri cubi. La distribuzione dell’acqua all’interno del nostro Paese è altrettanto disomogenea:
più della metà delle risorse superficiali utilizzabili si trovano al nord; il 19% si trova al centro; il 21% al sud; mentre solo il 7% nelle isole maggiori.
Anche per quello che riguarda le risorse sotterranee c’è una certa disomogeneità: circa il 70% delle risorse sotterranee è di nuovo collocato al nord, mentre al sud le falde utilizzabili sono un numero più limitato: la falda più estesa è quella pugliese, con una disponibilità di oltre 500 milioni di metri cubi all’anno; quella meno utilizzata e più limitata è quella sarda, con una capacità di circa 80 milioni di metri cubi all’anno.
La disomogeneità della disponibilità di acqua nel nostro paese talvolta causa situazioni di carenza idrica nelle zone caratterizzate da una maggiore scarsità: in generale tutte le Regioni del sud Italia ne soffrono durante i mesi estivi, poiché maggiormente colpiti dalla siccità.
Gli ultimi dati ci dicono che non si tratta, tuttavia, solo di un fenomeno circoscritto all’estate. Sembra, infatti, che nel corso degli ultimi tre anni anche sulla nostra penisola sia iniziato un lento processo di desertificazione, a causa dall’effetto serra, che comporta un generale innalzamento delle temperature a livello globale. Questo fenomeno coinvolge circa il 20% del territorio nazionale, raggiungendo un picco del 70% in Sicilia.
Abbiamo imparato che l’acqua, purtroppo, non è una risorsa infinita. Alcuni paesi sono più fortunati di altri nella disponibilità di questo bene prezioso e, proprio per questo, dobbiamo consumarla responsabilmente. Ecco perché prendersi cura del proprio territorio significa, per esempio, investire sulla rete idrica per garantire che tutta la popolazione vi abbia accesso, o limitando lo spreco di acqua nel mondo.

