I combustibili fossili sono fonti energetiche di cui abbiamo molto abusato negli ultimi decenni. Si sono formati in seguito alla decomposizione anaerobica di sostanza organica nel corso di milioni di anni. Contengono energia come risultato del processo di fotosintesi delle sostanze organiche ivi contenute. Le sostanze che si vengono a formare sono stabili e contengo un alto contenuto di carbonio. Quanto più è alto il contenuto di carbonio tanta più alta sarà l'energia che si potrà produrre.
Storia
I primi utilizzi di combustili fossili risalgono al 18° secolo con l'inizio della rivoluzione industriale. Come non ricordare, inoltre, che i primi treni a locozione si muovevano grazie a caldaie a carbone. La principale fonte era il carbone, gradualmente sostituito dal petrolio a partire dalla metà del ventesimo secolo. Ad oggi, i combustili fossili sono la principante fonte di energia (si spera ancora per poco). Il loro utilizzo è dovuto a una serie di vantaggi: hanno un alto rapporto energia/volume; sono facilmente stoccabili; sono economici; i macchinari che ne fanno uso sono semplici da costruire. Gli impieghi sono molteplici e vanno come detto dalla generazione di energia elettrica alla combustione per lo spostamento di veicoli, dall'uso domestice dei suoi derivati all'utilizzo industriali e commerciale.


Quali sono i combustibili fossili
Possiamo classificare i combustibili fossi in 3 categorie:
- idrocarburi;
- gas naturale;
- carbone.
Per fare alcuni esempi, allla prima categoria appartiene il petrolio che conosciamo tutti, alla seconda il gas metano, alla terza la torba utilizzata in agricoltura.

Formazione e composizione del petrolio
Il petrolio, è un combustibile fossibile fossile e come tale la sua genesi segue il processo di creazione descritto all'inizio di questo articolo. Appartenendo alla classe degli idrocarburi, chimicamente è composto da atomi di carbonio e di idrogeno. Due dei suoi derivati, ricavati da un processo di raffinazione sono la benzina e il gasolio, entrambi utilizzati massivamente nel settore dei trasporti.
Estrazione e giacimenti
Il metodo di estrazione dei combustibili fossili è diverso a seconda della categoria di appartenenza. Il carbone viene estratto dalle classifiche miniere o a cielo aperto, altamente inquinanti, o sotterannee, pericolose per gli operai che ci lavorano. Gli idrocarburi come ad esempio il petrolio, sono prelevati facendo un buco con una trivella al di sopra del giacimento e si estrae tramite una pompa. Si tratta impianti che prendono il nome di pozzi petroliferi, che possono trovarsi sulla superfice o in fondo al mare. Chiaramente nel tempo i processi di estrazione, con l'avanzare della tecnologia, hanno subito cambiamenti. Ovviamente gli idrocarburi non sono disponibili ovunque, quindi per trovare i giacimenti vengono effettuati studi e indagini geologiche. I combustibili fossili sono fonti di energia non rinnovabili, in quanto la durata del processo di trasformazione varia da poche decine a qualche centinaia di milioni di anni. Vista questa considerazione appare chiaro che i giacimenti non sono infiti. Appare chiaro che oltre all'inquinamento, questo è motivo ulteriore per accelerare la transizione ecologica.

Rischi: effetto serra e inquinamento
L'uso dei combustibili fossili rappresenta una grande minaccia ambientale per il nostro pianeta. L'impatto ambientale è enorme e va dall'inquinamento all'effetto serra. Durante la combustione, infatti, vengono generate numerose sostanze cangerogene e inquinanti per gli ambienti acquatici e terrestri. Tra le sostanze prodotte dalla combustione vi è anche l'anidride carbonica (CO2), che causa l'effetto serra resposabile del riscaldamento globale. A livello internazionale, con gli accordi di Parigi del 2015, molte paesi si sono impegnati per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissione di gas serra per frenare il cambiamento climatico.
