Sconto in fattura
Se hai sentito parlare dello sconto in fattura ma non sai come funzioni e come richiederlo sei nel posto giusto per capire di cosa si tratta. Di seguito ti daremo tutte le indicazioni necessarie.
Cos'è e come funziona lo sconto in fattura
Lo sconto in fattura consiste in un’opzione che permette ad un fornitore di applicare uno sconto sull'importo dovuto in fattura su determinati interventi agevolati.
In questo modo si acquisisce il diritto alla detrazione fiscale che varia in base percentuale, a seconda del tipo di bonus edilizio a cui si riferisce e si può scaricare in un periodo che va dai 4 ai 10 anni.
Lo sconto in fattura è quindi un beneficio fiscale.
Il suo funzionamento consiste in un'opzione, spettante al beneficiario dello sconto, di applicare la detrazione delle spese alternativamente per:
- contributo, sotto forma di sconto sull'importo dovuto, fino al totale della spesa. L'importo viene anticipato dai fornitori e poi da essi recuperato come credito d'imposta, la cui detrazione è pari alla somma stessa;
- cessione di un credito d’imposta dello stesso ammontare della somma da detrarre con la possibilità di cessione dell'importo ad altri soggetti, come banche, istituti di credito e finanziari e intermediari.
Come si calcola lo sconto in fattura
Per capire meglio e nel dettaglio come si calcola lo sconto in fattura è bene sottolineare che esso è applicato direttamente dal fornitore e non può mai superare l'importo da pagare.
Per fare un esempio esplicativo: se la somma da pagare al fornitore, per ristrutturazione della casa, è di 100.000 €, egli potrà applicare uno sconto in fattura che va da un minimo di 0 € ad un massimo di 100.000 €.
A questo punto l'ammontare dello sconto, a cui si deve aggiungere un 10%, diventa un credito di imposta.
Il fornitore, dal momento che anticipa la spesa, può scegliere anche di cedere il credito d'imposta ad altro soggetto.
Come richiedere lo sconto in fattura
Lo sconto in fattura va richiesto tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Bisogna trasmettere, entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è avuto l'esborso economico, una comunicazione nella quale si renderà nota la volontà di usufruire dello sconto in fattura.
Ci si può tranquillamente recare da un commercialista oppure ad un CAF di riferimento per farsi supportare nella redazione di queste pratiche.
Per quanto riguarda il Superbonus, l’opzione sconto in fattura o cessione del credito richiederà l’apposizione di un visto di conformità da effettuarsi da parte dell’intermediario fiscale abilitato.
Differenze con la cessione del credito
Vi è una differenza chiave tra lo sconto in fattura e la cessione del credito, di seguito te la illustriamo nel dettaglio:
- Sconto in Fattura: esso dà la possibilità al cliente di abbattere subito i costi derivati da fatturazione dei lavori che ha fatto effettuare. Lo sconto è fornito immediatamente dall'impresa esecutrice.
- Cessione del Credito: essa comporta la possibilità di trasferire la detrazione fiscale dal cliente ad un terzo soggetto (che può essere un fornitore, una banca una società ecc.). Il cliente quindi cederà il diritto alla detrazione fiscale in cambio del rimborso della spesa, il cui valore massimo non può eccedere l'importo pattuito con l'esecutore dei lavori.
Cosa rientra nello sconto in fattura
Il decreto Legislativo 11/2023 ha delineato tutte le materie riguardanti sia lo sconto in fattura che la cessione del credito.
Bisogna stabilire che ad oggi non è più possibile, com'era prima del 17 febbraio 2023 procedere con sconto in fattura e cessione per i seguenti interventi: recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, installazione di misure antisismiche, restauro delle facciate, messa in posa di impianti fotovoltaici o di colonnine di ricarica.
É invece possibile richiedere ancora lo sconto in fattura e la cessione del credito per:
- interventi inerenti l'ecobonus unifamiliare, per i quali sia stata presentata la CILA-S entro il 16 febbraio 2023;
- interventi effettuati dai condomini per i quali sia stato deliberato l'importo e sia stata effettuata la CILA-S entro il 16 febbraio 2023;
- interventi di demolizione e anche ricostruzione per i quali deve essere stata presentata istanza di acquisizione del titolo abilitativo, sempre entro il 16 febbraio 2023;
- interventi per eliminare le barriere architettoniche;
- interventi inerenti il bonus relativo agli edifici situati in comuni danneggiati da eventi sismici.
Sconto in fattura oggi
Attualmente il decreto per la richiesta dello sconto in fattura ha introdotto una serie di documenti necessari per effettuare la richiesta.
Sono ben 11 i documenti in oggetto:
- titolo abilitativo o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà: deve essere indicata la data di inizio dei lavori e l'attestazione che essi siano tra gli interventi agevolabili;
- notifica preliminare ASL o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
- visura catastale dell’immobile sottoposto agli interventi;
- elenco delle fatture, delle ricevute e tutti i documenti che comprovino le spese sostenute;
- asseverazioni dei requisiti tecnici degli interventi e attestazione di congruità delle spese;
- delibera condominiale per l'approvazione dei lavori con allegata tabella di ripartizione delle spese;
- relazione tecnica APE/APE per gli interventi di efficienza energetica;
- visto di conformità ad opera del commercialista;
- attestazione delle banche intervenute nella cessione del credito;
- asseverazione sisma-bonus con relativi allegati del DM 329/2020;
- contratto d’appalto sottoscritto tra l'impresa che realizzato i lavori e il committente.
Questi 11 documenti tutelano il richiedente lo sconto in fattura se ci fossero controlli.
Quando scade?
La domanda per richiedere lo sconto in fattura oppure la cessione del credito andava presentata entro il 31 marzo 2023.
Ma chi non è riuscito a farlo può avvalersi della proroga in bonis per la ristrutturazione edilizia che consiste nella possibilità di usufruire di altri 7 mesi per poter inviare tutta la documentazione al Fisco, previo versamento di una quota pari a 250 euro entro il 30 novembre 2023.
Aziende che fanno lo sconto in fattura
La legge parla molto chiaro e stabilisce che lo sconto in fattura posano farlo tutte quelle aziende che hanno effettuato i lavori.
É necessario però che il committente abbia pagato tutta la spesa di sua competenza.
Per fare un esempio pratico ed esaustivo: basti pensare ad una ristrutturazione edilizia che beneficia della detrazione del 50%, il committente dovrà comunque pagare il 100% della spese e solo dopo verrà applicato lo sconto.

