Cosa sono le comunità energetiche

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) continuano a crescere in termini di interesse da parte degli operatori di settore, ciò nonostante la normativa non ha ancora sciolto tutti i dubbi sulla nuova fattispecie giuridica. Con il Decreto Legislativo 199/2001 alcune criticità della disciplina sono state superate, ma dal punto di vista giuridico resta ancora tanto da fare.

Tuttavia le CER sono un passo in avanti essenziale per lo sviluppo di energia a chilometro zero, con i soggetti partecipanti tenuti a produrre energia con impianti alimentati da fonti rinnovabili. Ma cos’è, come funziona e quali sono i vantaggi di una Comunità Energetica? Continua a leggere i paragrafi successivi per saperne di più sull’argomento.

 

Cos'è e come funziona una comunità energetica

Introdotte in Italia con la conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162/2019, le Comunità Energetiche consistono in associazioni tra cittadini, attività commerciali, piccole e medie imprese e pubbliche amministrazioni locali con la volontà di mettere insieme le forze con lo scopo di produrre, consumare e scambiare energia da fonti rinnovabili. In questa maniera si vuole realizzare una rete decentralizzata nella quale viene chiesta la partecipazione attiva dei cittadini, con i soggetti della comunità impegnati nelle diverse fasi: produzione, scambio e autoconsumo collettivo. A tutti gli effetti, il fine di una CER è promuovere una gestione dell’energia sostenibile all’interno di un modello organizzativo nuovo.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili, oltre a sfruttare la digitalizzazione e le nuove tecnologie, contribuiscono a ridurre gli sprechi energetici e permettono la condivisione di un bene essenziale a prezzi concorrenziali. La loro espansione consente il soddisfacimento del fabbisogno energetico dei cittadini attraverso nuovi modelli caratterizzati dalla sostenibilità, senza quindi il ricorso all’impiego dei combustibili fossili.

Ora ti starai chiedendo, ma come funziona una Comunità Energetica? Generalmente le forme più usate per motivi di convenienza e praticità sono quelle delle cooperative o delle associazioni riconosciute anche perché, per legge, la finalità di una Comunità Energetica non deve essere il profitto. Un altro passaggio importante è l’individuazione della zona nella quale installare gli impianti di produzione, che deve essere nelle vicinanze dei consumatori.

Ciò vuol dire, per esempio, che una pubblica amministrazione può installare un impianto fotovoltaico a scuola, condividendo l’energia prodotta con i cittadini del comune appartenenti alla comunità. Parimenti è possibile costituire comunità di borgo, di quartiere, agricole, etc. Gli impianti possono anche non essere di proprietà delle c

omunità, possono essere resi disponibili da parte di soggetti terzi o da qualche membro partecipante. Le Comunità Energetiche, una volta messi in esercizio gli impianti, possono presentare domanda al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per richiedere gli incentivi stabiliti dalla legge per l’energia condivisa.

L'obiettivo delle comunità energetiche

Il principale obiettivo delle comunità energetiche è riconducibile all’autoconsumo diffuso. In altre parole, si tratta della condivisione tramite la rete di distribuzione dell’energia prodotta all’interno delle comunità, con vantaggi sociali, economici e ambientali per la zona d’interesse. Si tratta di finalità ambientali con la produzione di energia da fonti rinnovabili ed economiche con la riduzione dei consumi e delle spese in bolletta.

Con una comunità energetica i cittadini, le pubbliche amministrazioni locali, le attività commerciali e le piccole e medie imprese hanno la possibilità quindi di mettere insieme le forze con l’obiettivo dichiarato di produrre, consumare e scambiare energia da fonti rinnovabili.

 

Benefici di una CER

Sono molteplici i risvolti positivi di una Comunità Energetica, di seguito ecco i principali:

-in virtù dei particolari meccanismi incentivanti originati dall’energia prodotta e impiegata, la comunità ha l’opportunità di redistribuire il "reddito energetico" prodotto;

-la promozione delle rinnovabili, fotovoltaico in primis, in luogo delle fonti fossili, comporta enormi benefici in termini ambientali. Ciò implica una netta riduzione delle emissioni dei gas nocivi colpevoli del cosiddetto effetto serra;

-con una comunità energetica viene favorita l’aggregazione sociale sui territori e i cittadini vengono educati all’importantissima sostenibilità urbana. La realizzazione di una CER sostiene il diffondersi di nuovi modelli di collaborazione e inclusione, capaci di generare vantaggi per gli abitanti delle aree interessate e per lo stesso territorio. Una grande opportunità anche per sviluppare nei consumatori una maggiore consapevolezza sul reale valore delle risorse, stimolando condotte virtuose.

 

Quali sono i requisiti per entrare a farne parte

I consumatori di energia oggi hanno la possibilità di associarsi con lo scopo di produrre e condividere localmente, attraverso fonti rinnovabili, l’energia utile per l’autoconsumo. Un’opportunità concessa a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legge 162/19 e delle relative disposizioni attuative. I membri di una Comunità Energetica possono essere persone giuridiche o persone fisiche e, in generale, qualunque soggetto privato o pubblico volenteroso di sviluppare una comunità rinnovabile. La partecipazione a una CER è sempre volontaria e aperta.

Si può entrare a farne parte in qualità di produttori o soci consumatori. Anche coloro che non sono forniti di un impianto fotovoltaico possono farne parte, indipendentemente dal reddito, contribuendo così alla riduzione delle spese per all’approvvigionamento. I semplici consumatori sono titolari dei punti energetici, cioè i soggetti con la titolarità dei punti di prelievo di energia.

Come entrare in comunità?

Detto che la partecipazione a una Comunità Energetica Rinnovabile è volontaria e aperta, per entrare a farne parte è necessario presentare una domanda. In che modo? Presentando un’istanza al soggetto giuridico già in essere, con l’illustrazione delle proprie attività e la dichiarazione della titolarità di un punto di prelievo di energia sotteso alla stessa cabina della CER, la disponibilità o la titolarità di un fotovoltaico o di un impianto di produzione energetica da FER (per i produttori).

I nuovi soci saranno ammessi alla comunità soltanto dopo i controlli sui requisiti effettuati dal Consiglio Direttivo della medesima CER. Entrare a far parte di una Comunità Energetica e fruire dei relativi vantaggi è dunque possibile, ma nel rispetto di determinati requisiti di ammissione. Per maggiori informazioni sulle caratteristiche, i requisiti e gli obiettivi di una CER ti suggerisco di consultare i software comunità energetiche.