Come si costruisce una diga

Ti stai chiedendo quali sono le fasi da affrontare per la costruzione di una diga grazie alla quale regolare il flusso dei corsi d'acqua e consentire la produzione di energia pulita?

Un'opera architettonica del genere solitamente ha un'altezza minima di poche decine di metri, ma può arrivare oltre centinaia di metri. La capacità massima di accumulo, altrimenti nota come volume di invaso, è pertanto variabile.

Esistono inoltre dighe appositamente progettate per creare sbarramenti fluviali, proteggere un tratto di costa, un porto o al fine di formare un bacino a completo servizio delle centrali idroelettriche. Vediamo, qui di seguito, tutto quello che c'è da sapere.

 

La progettazione di una diga


Quando si progetta una diga la finalità da soddisfare è sempre una, ovvero fermare l'acqua da un lato di essa. Questo è possibile realizzando un grande muro impermeabile, ma valutare solo questo aspetto non basta, in quanto dovrai porti diverse domande.
Occorre quindi stabilire dove posizionare la diga, la sua larghezza, altezza e quanta acqua dovrà fermare. Nel momento in cui inizi a rispondere a questi quesiti sarà facile rendersi conto di quanto la costruzione diga sia complessa, nonché delle differenti tipologie che l'opera potrà avere.
Esistono infatti dighe a gravità, così chiamate perché contraddistinte da una sezione verticale, a forma di triangolo o trapezio, a cui si aggiunge una porzione rettilinea o talvolta curva. La stabilità e la resistenza alla spinta idrostatica vengono affidate unicamente al peso dell'intera costruzione.
Caratterizzate invece da una forma convessa sono invece le dighe ad arco, le cui spinte idrostatiche ricadono sui supporti laterali dell'opera, cioè sui fianchi della valle o della montagna sulle quali poggiano. Le dighe ad arco, com'è facile intuire, vengono realizzate allo scopo di sbarrare valli non molto larghe, che hanno perimetri laterali rocciosi e sponde naturali abbastanza stabili.

In ogni caso la costruzione diga prevede la preventiva messa in sicurezza del corso d'acqua da delimitare. Per questo sarà indispensabile prosciugare il punto di fondazione della diga stessa, dividendolo in due sezioni o, in caso di fiumi piccoli, facendo in modo da deviare l'acqua verso una valle più grande.

A questo punto si prosegue nel realizzare il fondo in cemento armato, in maniera tale che la pressione alla base della diga non provochi danni con il passare del tempo. La fondazione si sviluppa su più livelli, per cui progressivamente occorre calcolare come eseguire le alzate in cemento armato, operazione da svolgere direttamente sul posto o sfruttando il sistema ad incastro tramite appositi stalli.

In quest'ultimo caso si dovranno realizzare delle basi d'appoggio per poter lavorare con mezzi appositi e gru, così da permettere il sollevamento delle pesanti lastre di calcestruzzo che andranno a formare la diga vera e propria.

 

La costruzione di una diga

Alla luce di quanto spiegato fino a questo punto, avrai sicuramente capito che progettare dighe è tutt'altro che semplice, anche perché non è possibile adottare una metodologia standardizzata e che vada bene indistintamente per tutte le situazioni.

La realizzazione in ogni caso prosegue gradualmente al fine di poter mantenere la deviazione del corso d'acqua durante tutta la prosecuzione dei lavori. La parte finale del progetto comporterà la posa in opera dell'arco che rende comunicanti gli elementi della struttura.

Quest'ultimo è un supporto realizzato in cemento armato che costituisce la parte superiore della diga e per questo solitamente viene posizionato al di sopra del livello di massimo per l'acqua del bacino. A seguire ci saranno i necessari collaudi e l'aggiunta delle parti meccaniche, ovvero le saracinesche delle dighe e delle turbine idroelettriche. Il tutto avviene prima che il bacino raggiunga i punti critici di riempimento. In caso si provvede a sgravare opportunamente la pressione in maniera che i lavori possano procedere senza intoppi.

 

Disastri dighe

Nel corso della storia si sono verificati eventi catastrofici generati dal cedimento strutturale delle dighe. Questo è quanto accaduto anche nel 2020 nella regione cinese del Guangxi, in cui la diga di un piccolo bacino idrografico è crollata dopo giorni di forti piogge, per fortuna senza provocare morti e grandi danni al territorio. Le enormi masse d'acqua, precedute da terrificanti spostamenti d'aria, in altri casi più drammatici hanno spazzato via intere città, mietendo vittime e generando crolli di grande portata.

Allo stato attuale sappiamo che le dighe ben progettate, cioè realizzate e mantenute con le tecniche più avanzate, possono garantire fino a cento anni di servizio, ma si dovranno comunque considerare i costi di manutenzione periodica tutt'altro che modesti. Questo ti spiega come mai i Paesi di tutto il mondo preferiscono smantellare le vecchie dighe per costruirne nuove ancora più sicure e stabili.

 

La diga del Vajont

Restando in tema di dighe, avrai già pensato alla tragedia dell'ottobre del 1963, meglio nota come disastro del Vajont, provocata dalla terribile frana dal pendio del Monte Toc. La massa dello spostamento del terreno fu di una tale portata da superare la diga e formare due enormi ondate. La morte e la desolazione interessarono tutta l'area circostante fino al Piave e ad oggi la stima delle vittime ammonta a 1917 persone.


La diga del Vajont, ultimata nel 1960, venne realizzata con lo scopo di ottenere energia idroelettrica sfruttando vari bacini del Veneto. Si trattava di certo di un progetto abbastanza ambizioso per l'epoca e finalizzato al profitto. Ti stai chiedendo se questo drammatico episodio della storia poteva essere evitato?


La risposta, dopo vari studi e analisi dell'accaduto, è affermativa, anche perché la zona in cui venne realizzata l'opera non era particolarmente favorevole dal punto di vista idrogeologico per poter ospitare un lago artificiale. Anche il monte Toc, primo dell'avvio dei lavori, dava segnali di imminente scuotimento.