Le comunità energetiche

Cosa sono e come funzionano le comunità energetiche


La comunità energetica non è altro che un gruppo di persone, sia privati che aziende, che consumano e quindi gestiscono l'energia che trattandosi di sola energia rinnovabile, riduce drasticamente l'impatto ambientale. Questi gruppi tuttavia, devi sapere che vengono formati in rapporto sia alla posizione geografica, sia al tipo di consumo, gestione e produzione delle rinnovabili, naturalmente sempre con l'obbiettivo in comune sia si ridurre il più possibile i danni all'ambiente contribuendo alla sicurezza energetica, sia per creare un tipo di sistema energetico che possa essere il più economicamente positivo per privati e pubblici.

La funzione e quindi l'obbiettivo principale è sicuramente quindi di offrire un piano energetico innovativo sia per un futuro migliore sia per un'efficenza energetica stabile sotto ogni punto di vista. Qualsiasi comunità energetica indipendentemente dalle micro differenze tra una e l'altra, si prefissano degli scopi comuni:

    • L'auto-produzione dell'energia per garantire sia una rinnovabilità costante che energia pulita

    • Condividere l'energia green con più privati e/o aziende possibili, per contrastare sia la lotta all'energia sempre più carente, sia da far aumentare la produzione energetica nel più vicino futuro, per una migliore condivisione delle risorse naturali

    • Contrastare con ogni mezzo l'aumento sempre più catastrofico delle bollette.

Come entrare in una comunità energetica

Intanto per formare una comunità energetica, serve in primis la creazione da parte del soggetto giuridico, come può essere una cooperativa o un'associazione, che andrà a rappresentare i soci della comunità, quindi dai privati cittadini alle grandi imprese, fino alle amministrazioni locali ed enti. Poi si passa all'individuazione dell'area per installare uno o più impianti di produzione energetica, che cosa importante, deve essere in prossimità dei consumatori.

Non è strettamente necessario che l'impianto appartenga direttamente alla comunità, anche solo proprietà di uno o più di un membro che metta a disposizione della comunità gli impianti. Inoltre verrà installato per ogni membro che entra, uno smart meter che, andrà a calibrare e calcolare in tempo reale qualsiasi tipo di informazione riguardo la produzione, il consumo energetico e di conseguenza il prelievo che viene eseguito dalla stessa rete energetica.

Ogni nuovo membro per partecipare ed entrare in modo effettivo all'interno della comunità energetica, deve possedere o direttamente un suo impianto o in quota che tuttavia, installato non prima del 2020 secondo disposizioni attuali. Gli impianti a energia rinnovabile devono essere ispezionati oppure essere diretta proprietà della comunità in quanto, ogni impianto non deve superare più di 1MW. In ogni caso tu o chiunque può essere potenzialmente un membro di una comunità energetica senza particolari vincoli.

L'impatto delle comunità energetiche

Da qui al prossimo futuro l'impatto delle comunità energetiche sarà sempre maggiore e sempre più positiva. La scelta di optare per le rinnovabili e far parte della comunità, diffonde un maggior impegno nel voler salvaguardare con serietà e concretamente l'ambiente, creando diversi vantaggi per qualsiasi cittadino. Inoltre devi sapere che grazie alle comunità, l'inquinamento atmosferico continua a diminuire cercando di mitigare anche se nel limitato confine territoriale, il cambiamento climatico sempre più presente.

Dei benefici così drastici sono sempre più necessari, una comunità energetica con più impianti avranno sicuramente un impatto maggiore, ma questo deve far capire che, anche se preferirai usufruire di un singolo impianto di tua proprietà, la vera importanza della comunità è quella di cercare in tutti i modi di portare quei benefici energetici che andranno sia a migliorare la tua singola condizione energetica, sia naturalmente l'ambiente da ogni punto di vista.

Le normative

Per regolamentare le attuali comunità energetiche in Italia, vi sono diverse normative per garantire determinati standard sia per una più efficiente prestazione energetica sia per evitare anomalie negli impianti di cui si fa uso. Prima di tutto le comunità possono essere formate solo a valle in una stessa cabina a trasformazione di tipo MT/BT con impianti singoli a potenza non al di sotto dei 100kW che non oltre i 200kW, attivati dopo marzo 2020 ovvero la data in vigore del Decreto.

In futuro questo modello si andrà a estendere con maggiori possibilità di una più grande rivoluzione energetica, in ogni caso le attuali regolamentazioni europee sono la Direttiva RED II per le comunità energetiche presenti in tutta Europa e il Decreto Milleproroghe per le regolamentazioni solo nel territorio italiano.

La Direttiva RED II e il Decreto Milleproroghe

La Direttiva RED II e la MIlleproroghe secondo il D.Lgs. 199/2021 e articolo 42 bis 162/2019 per la Milleproroghe promuovono e regolamentano le rinnovabili e il loro uso all'interno delle comunità energetiche. Trattano degli impianti di produzione per l'energia elettrica sostenibile, solitamente da una medesima cabina primaria, che corrisponde solitamente a livello territoriale a circa 4 Comuni italiani o sui 3 quartieri di una grande città dove vi è una comunità.


Inoltre la Milleproroghe gestisce anche gli impianti che attualmente sono in vigore all'interno delle comunità energetiche entrato ufficialmente in vigore nel 2021 in modo da assicurare oltre il 30% della potenza complessiva che, deriva da tutti gli impianti usati e attualmente esistenti nelle varie comunità. Nel 2023 verranno aggiunti nuovi punti al Decreto, che avranno lo scopo di aumentare l'imponenza energetica delle comunità, allo scopo di promuovere con maggior libertà le energie rinnovabili in Italia.